3 Marzo 2003
UN SAGGIO
SPIEGA IL SUCCESSO DI BERLUSCONI
Presentato
un libro che analizza i motivi del successo del premier, le sue tecniche
ed i piccoli segreti che lo rendono vincente. Non mancano, inoltre,
consigli pratici per chi vorrebbe diventare antagonista del Cavaliere.
Alessandro Amadori, direttore di un dipartimento del Cirm ed esperto di
comunicazione, nonché famoso per avere vinto, negli anni ottanta, al
quiz televisivo “Superflash” di Mike Bongiorno, ha pubblicato un libro
in cui analizza e spiega i motivi del successo di Silvio Berlusconi,
prevedendo la durata del suo successo per almeno 17 anni.
Nel libro, dal titolo “Mi consenta”, edito da Scheiwiller, il Cavaliere
viene dipinto come Grande Comunicatore, mago, genio, superuomo, leader
populista, sciamano, uomo della provvidenza.
Stando a quanto contenuto nel libro, Berlusconi dovrebbe restare al
potere non solo per i cinque anni di questa legislatura ed i cinque
della prossima, ma diventerà anche, inevitabilmente, il Capo della
futura Repubblica Presidenziale.
Amadori ritiene che il largo consenso ottenuto dall’attuale premier sia
dovuto ad un sorta di “effetto saccarina”, cioè l’addolcimento della
realtà , raccontando favole sul futuro sviluppo del Paese e sul passato
immacolato del suo leader.
Vincente, poi, è stata la mossa di distribuire in campagna elettorale il
libretto “Una storia italiana” , che ha trasformato la storia del
Cavaliere in una favola.
Il segreto della sua tecnica vincente è quello di utilizzare una
comunicazione semplice ed elementare, in grado di nascondere le amarezze
e le sconfitte e trasformare i sondaggi in “pratica populista di
governo”.
L’autore del saggio, inoltre, esamina alcuni dei “vezzi comunicativi” di
Berlusconi: per esempio evitare i confronti televisivi con i rivali, che
gli toglierebbero la possibilità di condurre il gioco; le promesse
politiche agli elettori, fatte più per assecondare il principio del
piacere che quello della realtà.
Infine, Amadori offre dei consigli a chi intendesse assumere il ruolo di
leader anti Berlusconi, invitandolo ad evitare le indignazioni, gli
attacchi personali e le accuse, ma, al contrario, usando gli stessi
metodi del premier, facendo, insomma, il suo stesso gioco.

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