L'UOVO DI BERLUSCONI
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L’ULIVO RISCOPRE IL DIRITTO ROMANO
di Amedeo Nigra
Le cronache parlamentari dicono che l’Ulivo starebbe per preparare una legge sul conflitto di interessi, ritagliata su misura per Berlusconi, giusto per impedire al Cavaliere di svolgere la funzione di premier. Ebbene, se la sinistra vorrà seguire questa linea, compirà un grande viaggio nel tempo di oltre duemila anni, per ritornare al diritto romano arcaico. Infatti, la legge "fatta apposta per una persona", era già nota agli Antichi Romani. I quali chiamavano questo provvedimento come jus singulare ossia diritto contro il singolo. Infatti, secondo la definizione che ci viene fornita nel "Digesto", da Paolo, "Ius singulare est, quod contra tenorem rationis propter aliquam utilitatem auctoritate constituentium introductum est". E, cioè, il diritto singolare è quel provvedimento, che viene introdotto per una specifica utilità di chi detiene il potere e contro una singola persona. L'iniziativa dell'Ulivo (se attuata, si intende), sarebbe dunque la riedizione di una legge molto antica. E - in un certo senso - Berlusconi sarebbe in buona compagnia. Un caso di questo tipo, vi fu infatti nel '58 avanti Cristo, quando venne emanata la Lex Clodia de exilio Ciceronis, ossia la legge Clodia sull'esilio di Cicerone, appunto contro il noto Marco Tullio Cicerone. Il quale era stato duramente criticato, per la veemenza con cui aveva combattuto i "marxisti del tempo" ossia per come aveva agito e sconfitto Lucio Sergio Catilina e gli altri congiurati. Proprio per questo, il senato romano, applicò contro il grande oratore la pena chiamata aquae et ignis interdictio ossia l’esclusione dell’acqua e del fuoco, cioè, l’esilio.
Come è facile comprendere, questo genere di jus singulare venne definito "odioso", dalla dottrina moderna e da quella dell'antica Roma, trattandosi di un provvedimento diretto a creare un pregiudizio contro una sola persona, facendo quindi eccezione alla regola generale, secondo la quale la legge doveva riguardare tutti indistintamente. Proprio per questo, lo stesso jus singulare venne vietato, con la nota legge delle XII tavole e non venne più riproposto, salvo che nelle più dure tirannie.
Ora l’Ulivo, sembra voler assumere e decidere, contro Berlusconi, un provvedimento simile allo jus singulare, con la legge dedicata al conflitto di interessi. Dando però vita ad un evidente anacronismo. L'ostacolo più grande a questo tipo di legge, è oggi costituito dalla Costituzione della Repubblica. Secondo la quale (articolo 3) tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge "senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". In pratica, con questa norma, la Costituzione stabilisce il principio di uguaglianza ossia l'esatto opposto dello jus singulare. Una realtà che, certamente, non potrà sfuggire ai tanti bravi giuristi che siedono in Parlamento, dal Presidente della Camera a quello del Senato, allo stesso Presidente del Consiglio.
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