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Il Giornale - 20.12.1998 Le Tesi di Nigra
raccolte in un libro "L'Uovo
di Berlusconi" è un sogno destinato a rimanere tale, una provocazione
intellettuale o la precoce intuizione di una tendenza inarrestabile? L'Uovo
di Berlusconi è il titolo dell'ultimo libro di Amedeo Nigra, cinquantenne,
avvocato milanese collaboratore del Giornale, presentato ieri pomeriggio
al Circolo della stampa dai docenti universitari Giampiero Cantoni (anch'egli
collaboratore del Giornale) e Giorgio Fiorentini, Mario Cervi, direttore
del Giornale, Paolo Giuggioli, presidente dell'Ordine degli avvocati di
Milano, e Sandro Grespan, presidente dell'Unione cristiana dirigenti e
imprenditori di Mantova. La tesi del libro di Nigra (che prima di fare
l'avvocato si è occupato per anni di marketing alla Rinascente
che nel 1985 ha scritto un libro in difesa del profitto) è che
sia giunto il momento di applicare allo Stato la pubblicità e il
marketing, cioè gli strumenti che hanno consentito al "metodo d'impresa"di
affermarsi come il sistema più efficace nella creazione di ricchezza.Una
convinzione che l'avvocato milanese condivide con Silvio Berlusconi, il
primo che ha utilizzato sistematicamente nell'arena politica italiana
le tecniche nate e perfezionate nelle imprese private. "Il benessere sociale
- ha spiegato Nigra - è un prodotto, in quanto è il risultato
delle scelte politiche. I politici sono, anche se non vogliono, imprenditori
perché con le tasse determinano i prezzi dei beni e dei servizi.
Quindi, il politico che conosce le regole delle imprese è in grado
di creare più ricchezza degli altri". "Quella di Nigra - ha detto
Cantoni - è un'idea che forse è avanti di qualche decennio.
E' una "provocazione", e forse è un sogno perché, soprattutto
in Italia, il politico non potrà mai agire come un imprenditore
in quanto è costretto a mediare. E poi perché gli imprenditori
che provano a fare politica vengono subito impallinati come dimostra l'esperienza
di Berlusconi". "Al di là dell'amicizia personale e della vicinanza
ideologica che mi legano a Berlusconi - ha detto Cervi - sono convinto
che avesse idee fortemente innovative che non erano affatto impossibili
da realizzare. Aveva torto chi sbeffeggiava il cavaliere, come sbagliava
chi prendeva in giro Ronald Reagan quando all' inizio degli anni Ottanta
diceva che presto avremmo visto la fine del comunismo. Il milione di posti
di lavoro e la privatizzazione della pubblica amministrazione promessi
da Berlusconi erano obiettivi impossibili. L'unica perplessità
che mi suscita il libro di Nigra è il rischio che per adottare
le tecniche dell'impresa lo Stato moltiplichi i carrozzoni, le authority,
le poltrone e le auto blu". Il Sole 24 Ore - 27.12.1998 "Stato d'impresa" Un
libro di politica ricco di idee avvincenti e di analisi suggestive. Con
un solo difetto: il titolo, "L'Uovo di Berlusconi". Il saggio di Amedeo
Nigra non è infatti quello che potrebbe sembrare: non è
un capitolo agiografico dell'esperienza di un imprenditore trasferita
all apolitica, così come non è nemmeno la sintesi teorica
del pensiero del "Cavaliere". C'è qualcosa di più e di diverso
e c'è soprattutto un'attenta valutazione del "metodo d'impresa"
come strumento di azione politica con una coraggiosa presa di distanza
dai luoghi comuni delle teorie del potere. Con un approccio volutamente
provocatorio gli elementi della gestione aziendale diventano strumenti
di una nuova e diversa strategia di uno Stato che attraverso il marketing,
la pubblicità, la competizione potrebbe essere in grado di rispondere
meglio alle esigenze dei cittadini. "la nostra malattia - osserva Nigra
- è l'eccesso di leggi e l'inflazione di provvedimenti di autorità".
La soluzione è "usare il metodo di impresa come un vaccino" iniettandone
anche piccole quantità per trasformare e rendere più forte
un corpo sociale. E gli esempi possono essere tanti: dalla scuola alla
giustizia, dalla sanità alla politica fiscale. Esempi che dopo
l'inevitabile caduta delle ideologie dovrebbero costituire spunti di riflessione
per tutti i protagonisti della politica perché il problema non
è fare dello Stato un'impresa, ma operare nella politica con l'efficienza,
la valutazione dei risultati, la strategia che caratterizzano gli imprenditori.
In un'Italia ancora troppo ammalata di stalinismo un richiamo alla concretezza
e alla responsabilità di ciascuno può essere certamente
utile. Anche perché il "metodo d'impresa" non dovrebbe essere monopolio
di nessuno. Nemmeno degli imprenditori. Il Denaro - 02.12.1998 Berlusconi e lo Stato nel libro di Nigra Lo Stato copi i metodi e le procedure dei privati. E' in fondo questo "l'Uovo di Berlusconi" una soluzione, che abbiamo di fronte tutti i giorni e che non ci decidiamo ad applicare (come il famoso "uovo di Colombo")...". La medesima di guidare lo Stato con strumenti e metodi tipici dell'impresa - con lo scopo di produrre benessere e solidarietà per tutti - è sostanzialmente il teorema-anatema principale di Amedeo Nigra, avvocato e autore di numerose opere e saggi, che anima il suo libro "L'Uovo di Berlusconi"...". La vivacità intellettuale dell'autore che non dimentica la propria esperienza di vita vissuta nel campo del marketing, della pubblicità, della promozione, si manifesta proprio in queste tecniche cui fa ricorso nel suggerire opportunamente l'applicazione di un modello aziendalista alla pubblica amministrazione, dove si ritrovano le più grandi inefficienze. "Solo un imprenditore può immaginare le soluzioni necessarie a far funzionare le cose, con metodi aziendali". Con un'analisi lucida, appassionante e convincente, come un vero affabulatore di successo, proprietà importante dell'autore di questo libro, che non sembra però appartenere allo statista Berlusconi, al quale va riconosciuta sicuramente l'abilità di imprenditore, ricostruisce con dovizia di particolari la discesa in campo di Berlusconi nel 1994 ed i risultati delle successive iniziative elettorali. Imbrigliato come è nella logica di un sistema politico, con le sue regole ed i suoi metodi, Berlusconi sembra aver dimenticato la propria origine di "self-made-man", dell'imprenditore che persegue obiettivi concreti e deve raggiungere risultati efficaci per la sua azienda Italia. Un esempio per tutti: la scelta degli uomini nella formazione del suo governo. L'opinione pubblica si sarebbe aspettata, in questo caso, "un metodo nuovo per fare politica" e l'applicazione delle regole dell'impresa. Se non fossero le sue vicende giudiziarie a fornire debita testimonianza del suo passato, a onor del vero non si avrebbe identica percezione dell'operato attuale del leader del Polo, espressione di una forza politica piuttosto rappresentativa dell'elettorato italiano.
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