18
Maggio 2001
QUEL
MANAGEMENT CHE ANCORA MANCA ALLA POLITICA
Oggi
si discute di politica di destra e di sinistra. Ma in realtà, qualsiasi
forma di governo avrà bisogno del management ossia della capacità di
tradurre in realtà concreta i vari programmi. E' questa la qualità
mancante, che ha ritardato la politica rispetto a tutte le altre
scienze. Infatti, ai vari governi non si rimproverano mai le idee. Si
contestano i deficit di risultati.
Dunque,
il management é indubbiamente una linea guida, per tutti: destra e
sinistra. Probabilmente, la Cosa Pubblica potrà svilupparsi in modo
adeguato alle aspettative e alle esigenze generali, quando sarà
riuscita a portare una filosofia costruttiva nell'ambito della politica.
La storia dell'ultimo secolo ci dice che il punto di partenza è proprio
un'idea nuova. E soprattutto una idea operativa.
L'economia
americana, ad esempio, si è impennata, ai primi del 900, quando Henry
Ford smise di vedere gli operai, come avversari e li valorizzò
spontaneamente - e senza pressioni sindacali -, considerandoli come
collaboratori. Il boom continuò a crescere, quando le industrie smisero
di vedere l'acquirente dei loro prodotti, come un avversario, cui
rifilare una cosa ad ogni costo e quando iniziarono a fare di tutto per
realizzare seriamente i desideri delle persone. Ecco questo è il metodo
e l'idea operativa che - con ogni probabilità - le persone si attendono
anche dalla Cosa Pubblica.
Ora
l'efficienza è un miraggio, mentre dovrebbe essere la prima qualità
indispensabile. Alla nostra pubblica amministrazione fanno capo più di
5 milioni di imprese ed enti e oltre un milione di pubblici dipendenti,
con un volume di prestazioni economiche, per diversi milioni di
miliardi. Si possono migliorare tutte queste risorse, senza efficienza e
senza una precisa capacità imprenditoriale? Probabilmente no. Proprio
per questo si sente la necessità di una nuova generazione di
amministratori.
Oggi
i politici-imprenditori fanno discutere. Ma in realtà saranno la regola
nel mondo della globalizzazione. Perché avere politici-imprenditori sarà
l'unico modo per consentire alla pubblica amministrazione di gareggiare
alla pari con il privato. In pratica, il settore pubblico potrà
recuperare il terreno perso, quando avrà imparato a diventare
"industria della solidarietà". Una industria destinata a
produrre, ordine, benessere, servizi sociali, sviluppo e crescita
economica. Soprattutto, a produrre quella che si definisce una società
giusta (a.n.).
