21
Luglio 2001
METTI
UNA SERA A CENA CON IL GOVERNATORE
E'
il sogno di tutti gli uomini d'affari. Un'ora di nozioni
economiche. In pillole e di prima qualità. E' accaduto la scorsa
settimana, a Milano, con il gruppo denominato "Cultura Etica
e Finanza", organizzato dal Professor Angelo Caloia. Un
cenacolo culturale, di area cattolica, che da anni dibatte gli
argomenti di grande attualità, come il federalismo, l'Unione
Europea, la previdenza, la globalizzazione, invitando personaggi
di notevole rilievo. Dal Commissario Europeo Delor, al Presidente
della Repubblica Ciampi, all'allora Presidente del Senato,
Mancino.
Questa
volta, l'ospite di rilievo era il Governatore della Banca
d'Italia, Antonio Fazio, intervenuto a Milano, proprio il giorno
in cui a Roma si discuteva del famoso buco di bilancio. Erano
invitati alla cena conviviale nomi importanti della cultura e
dell'economia milanesi, come Giovanni Bazzoli, Giorgio Rumi,
Tancredi Bianchi, Alberto Quadrio Curzio, Gianmaria Roveraro,
Alfonso Desiata e tantissimi altri.
Tutti
si aspettavano che si trattasse appunto del buco di bilancio. Ma
questo tema non è mai stato affrontato, anche se l'argomento
incombeva su i commensali, come una specie di fantasma dell'opera.
C'era anche un grande "Innominato". Il Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. Costantemente presente, quando si
parlava di sviluppo e di nuovo metodo dell'economia. Ma, per
l'appunto, mai nominato neanche una sola volta. Ne avrei parlato
io. Ma il cronometro era alleato con lo spirito della platea.
Cultura
in pillole, dicevamo. L'aspetto più interessante riguardava
sicuramente il commercio. Definito dal Governatore della Banca
d'Italia come il grande motore dell'economia mondiale. Poi,
naturalmente, la moneta, la borsa, lo sviluppo.
Il
primo intervento è stato di Padre Sorge. Il quale ha chiesto
all'incirca: "Governatore, ma in tutto questo discorso, la
politica dov'è?". Il Sacerdote voleva così spiegare la
necessità, costantemente sostenuta dalla cultura contemporanea,
del primato della politica. Disciplina - quest'ultima - in grado
di affermare la solidarietà, anche "contro" l'economia.
Il Governatore ha risposto brillantemente, spiegando la necessità
di contemperare gli interessi in gioco, proprio attraverso una
politica attenta a tutte le componenti della società.
L'ora
era tarda. E la chiusura è stata affidata ad Alfonso Desiata. Il
quale ha pronunziato le magiche parole. "Per la solidarietà
ci vogliono le imprese", ha detto con semplicità. "E,
soprattutto, occorrono ordine e competenza, tutte cose che io ho
imparato", proseguiva Desiata, "quando mio padre mi
costrinse a studiare a calci nel sedere" (parole testuali,
dette con autoironia) e a lavorare, in settori sempre
diversi". Ecco, in questi concetti, c'è la grande morale
della solidarietà. Tutti guardano alla politica come a quella
"cavalleria", che arriva a briglie sciolte, per salvare
tutto e tutti. Ma in realtà (anche se dirlo non si usa), molto
spesso la cavalleria è l'impresa. Aerei, medicinali, alimentari,
carburanti, trasporti: tutti beni industriali, indispensabili per
ogni aiuto economico (a.n.).
(www.studiolegalenigra.com)
21
Luglio 2001
METTI
UNA SERA A CENA CON IL GOVERNATORE
E'
il sogno di tutti gli uomini d'affari. Un'ora di nozioni
economiche. In pillole e di prima qualità. E' accaduto la scorsa
settimana, a Milano, con il gruppo denominato "Cultura Etica
e Finanza", organizzato dal Professor Angelo Caloia. Un
cenacolo culturale, di area cattolica, che da anni dibatte gli
argomenti di grande attualità, come il federalismo, l'Unione
Europea, la previdenza, la globalizzazione, invitando personaggi
di notevole rilievo. Dal Commissario Europeo Delor, al Presidente
della Repubblica Ciampi, all'allora Presidente del Senato,
Mancino.
Questa
volta, l'ospite di rilievo era il Governatore della Banca
d'Italia, Antonio Fazio, intervenuto a Milano, proprio il giorno
in cui a Roma si discuteva del famoso buco di bilancio. Erano
invitati alla cena conviviale nomi importanti della cultura e
dell'economia milanesi, come Giovanni Bazzoli, Giorgio Rumi,
Tancredi Bianchi, Alberto Quadrio Curzio, Gianmaria Roveraro,
Alfonso Desiata e tantissimi altri.
Tutti
si aspettavano che si trattasse appunto del buco di bilancio. Ma
questo tema non è mai stato affrontato, anche se l'argomento
incombeva su i commensali, come una specie di fantasma dell'opera.
C'era anche un grande "Innominato". Il Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. Costantemente presente, quando si
parlava di sviluppo e di nuovo metodo dell'economia. Ma, per
l'appunto, mai nominato neanche una sola volta. Ne avrei parlato
io. Ma il cronometro era alleato con lo spirito della platea.
Cultura
in pillole, dicevamo. L'aspetto più interessante riguardava
sicuramente il commercio. Definito dal Governatore della Banca
d'Italia come il grande motore dell'economia mondiale. Poi,
naturalmente, la moneta, la borsa, lo sviluppo.
Il
primo intervento è stato di Padre Sorge. Il quale ha chiesto
all'incirca: "Governatore, ma in tutto questo discorso, la
politica dov'è?". Il Sacerdote voleva così spiegare la
necessità, costantemente sostenuta dalla cultura contemporanea,
del primato della politica. Disciplina - quest'ultima - in grado
di affermare la solidarietà, anche "contro" l'economia.
Il Governatore ha risposto brillantemente, spiegando la necessità
di contemperare gli interessi in gioco, proprio attraverso una
politica attenta a tutte le componenti della società.
L'ora
era tarda. E la chiusura è stata affidata ad Alfonso Desiata. Il
quale ha pronunziato le magiche parole. "Per la solidarietà
ci vogliono le imprese", ha detto con semplicità. "E,
soprattutto, occorrono ordine e competenza, tutte cose che io ho
imparato", proseguiva Desiata, "quando mio padre mi
costrinse a studiare a calci nel sedere" (parole testuali,
dette con autoironia) e a lavorare, in settori sempre
diversi". Ecco, in questi concetti, c'è la grande morale
della solidarietà. Tutti guardano alla politica come a quella
"cavalleria", che arriva a briglie sciolte, per salvare
tutto e tutti. Ma in realtà (anche se dirlo non si usa), molto
spesso la cavalleria è l'impresa. Aerei, medicinali, alimentari,
carburanti, trasporti: tutti beni industriali, indispensabili per
ogni aiuto economico (a.n.).
(www.studiolegalenigra.com)
