22
Maggio 2002
LIBERTA'
E VITALIZI PER I RESPONSABILI DELLE STRAGI
NELLA
VENEZIA GIULIA E DALMAZIA
A
distanza di anni dalle stragi avvenute in Venezia Giulia e in Dalmazia, viene
alla luce una realtà inimmaginabile. Infatti, numerosi autori responsabili di
drammatici eventi avvenuti in quelle regioni, non solo sono in libertà, ma
percepiscono dei vitalizi a fronte di contributi irrisori versati, dagli stessi,
allo Stato.
Mario
Toffanin - "Giacca" il suo nome di battaglia - ad esempio, si rese
responsabile dei "Gap" nell’Alto Friuli: nel 1945, guidava il
commando che, alla malga di Porzus, trucidò i partigiani bianchi della brigata
Osoppo che si opponevano all’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia
di Tito. Processato in contumacia e, successivamente, condannato all’ergastolo,
venne graziato dal Presidente Pertini e alla sua morte, avvenuta un paio di anni
fa, si è scoperto che percepiva una pensione di quasi 700mila lire mensili,
erogata dall’INPS a fronte di soli sette anni di contributi. Franc Pregelj,
residente in Slovenia, percepisce 600mila lire mensili per aver lavorato 75
settimane in Italia. Noto come "Boro" deportò circa 900 goriziani,
dei quali 665 non fecero mai ritorno e, secondo Emilio Mulitsch - responsabile
del Pci nel Cln di Gorizia - arrestò e fece sparire i membri del Cln, Licurgo
Olivi e Augusto Sverzutti. Ciro Raner, poi, comandava il lager titino di
Borovnica, che aveva tra i suoi internati circa tremila italiani e, secondo la
testimonianza di un militare italiano lì prigioniero – Giovanni Predonzani
– fu visto infliggere il colpo di grazia a un internato colpito da una guardia
con una fucilata al torace, per aver raschiato il fondo della pentola. Oggi Ciro
Raner, residente in Croazia, percepisce un vitalizio di quasi 600mila lire, per
sole 72 settimane di contributi pagati.
La
stessa cifra è percepita da Giuseppe Osgnac, detto "Josko", noto
membro della formazione partigiana filo-slava "Beneska Ceta" che,
nelle Valli del Natisone e nella provincia di Gorizia, utilizzava sistemi
sanguinari e terroristici per uccidere gli italiani che si opponevano all’annessione
della Venezia Giulia alla Jugoslavia.
Infine,
il "Comandante Gino" - Nerino Gobbo - vive in Slovenia dove incassa
una pensione di oltre mezzo milione di lire. Era responsabile della "Villa
Segrè" dove si incarceravano e torturavano i deportati e gli arrestati dai
seguaci di Tito. La Corte di Assise di Trieste, il 17 gennaio 1948, lo condannò
in contumacia a 26 anni di carcere, ma il carcere non lo ha mai visto e nessuno
si è interessato a chiederne l’estradizione. Qualcun altro, invece, si è
attivato per consentirgli di percepire un vitalizio a nostre spese.
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