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Aprile 2002
I
D.S. NON ASCOLTANO GRAMSCI
Ma,
insomma, come mai la sinistra, tra cristianesimo e Islam, sceglie sempre
l'Islam? Ecco, questa è una domanda che molti si pongono, vedendo tanti
sforzi attuati dalla sinistra, negli ultimi anni. Grandi battaglie, per
togliere l'ora di religione nelle scuole. E, contemporaneamente, sul
lato opposto, altrettante battaglie per favorire l'immigrazione e per
autorizzare le moschee. Dunque, come mai tutto questo?
Bene,
tra tante possibili soluzioni e al di là della vocazione
"internazionalista" della sinistra (oggi un po' in dubbio, per
via della nota "antiglobalizzazione"), una possibile risposta
va ricercata nei vari scritti di Carlo Marx, primo fra tutti, nel
notissimo "Manifesto Del Partito Comunista", scritto con
Engels. Ebbene, in questa famosissima opera, si dice chiaramente quale
debba essere l'atteggiamento dei comunisti, rispetto alle altre forze e
agli altri partiti. In particolare, secondo questo testo, i comunisti
dovranno studiare tutte le alleanze possibili (anche con partiti non
socialisti) pur di giungere all'abbattimento dello stato borghese e alla
rimozione di tutte le "abitudini capitalistiche", che frenano
la giustizia sociale, come l'efficienza, la cultura cristiana e tante
altre dello stesso tipo.
Ebbene,
come riconoscono gli stessi marxisti, l’autore del
"Manifesto" ha fatto alcuni errori. In particolare, ad avviso
di chi scrive, uno di questi errori consiste proprio nell'aver insegnato
la regola che si è vista "sull'abbattimento dello stato
borghese", una regola che potremmo chiamare: "darsi-da-fare-per-segare-il-ramo-su-cui-siamo-seduti".
In sintesi, è vero, colpendo "l'efficienza", la cultura
occidentale, le scuole, l'istruzione, gli uomini simbolo come Berlusconi,
e dando la preferenza all'Islam, rispetto al cristianesimo, noi avremo
la (grande?) soddisfazione di aver colpito il capitalismo, i padroni, lo
stato borghese. Purtroppo, però, il capitalismo e il cristianesimo
siamo noi, la nostra vita sociale, la nostra storia e, pertanto,
abbattendo tutto questo, avremo anche "segato-il-ramo-su-cui-siamo-seduti"
e aumenteremo il disordine sociale.
Dunque,
la sinistra, dovrebbe riflettere sulla attualità delle teorie marxiste
originarie. Forse, di fronte alla grande necessità di efficienza
di cui avremmo bisogno, per fronteggiare le più disparate emergenze,
sarebbe il caso di chiedersi se la regola del "segare-il-ramo-su-cui-siamo-seduti",
sia ancora valida o se piuttosto vada rivista e aggiornata al contesto
in cui viviamo. "Come è possibile", scriveva Gramsci,
"pensare il presente e un ben determinato presente con un pensiero
elaborato per i problemi del passato spesso ben remoto e sorpassato? Se
ciò avviene significa che si è "anacronistici" nel proprio
tempo, che si è dei fossili e non esseri modernamente viventi".
Giudizi esatti, non c'è che dire. E particolarmente utili a una
sinistra che si sta riformando (a.n.)

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