30 Novembre 2001
HAKERS
CONTRO BIN LADEN
La
grande rete non finisce mai di stupirci. Fino a poco tempo fa gli hakers
lottavano contro il Pentagono e sui quotidiani si rincorrevano le
notizie di iniziative con cui erano stati violati i siti segretissimi
delle principali forze armate. Ma ora il vento è cambiato e, dall'11
Settembre del 2001, i ragazzi della rete sembrano essersi uniti in
battaglioni di volontari, in difesa degli States.
Gli
hakers, infatti, "hanno dichiarato guerra" ai siti talebani,
bombardando elettronicamente i domini afghan-ie e taleban.com.
E non pare un fatto episodico, perché sembra proprio che il conflitto
contro Bin Landen e contro i talebani stia coinvolgendo l’intera rete.
Siti come azzam.com, qoqaz.net sono stati bombardati da
virus. Contemporaneamente, il portale fondamentalista stcom.net
è sparito dalla rete, in seguito all’intervento dei provider. Altri
siti sono stati presi di mira dalle indagini di polizia e dal
bombardamento degli hakers e hanno preferito staccare la spina e
estinguersi.
Azzam.com,
sito dell'editore di "Azzam Publications" Abdullah Azzam, è
stato chiuso dal provider Swift Internet, preoccupato dal possibile
boicottaggio commerciale da parte degli altri domini. Abdullah Azzam
veniva considerato il padre spirituale di Bin Laden e il sito era un
punto di riferimento sulla rete, per tutti i sostenitori del
fondamentalismo islamico e per gli aspiranti terroristi. Ma, ormai, non
c'è impresa che li voglia avere come clienti.
Anche
la tollerante Europa sta seguendo la scia della guerra antitalebani. La
Francia ha fatto tabula rasa dei siti dove si esalta la jihad. Un
giudice tedesco ha imposto a vari provider di fornire gli indirizzi dei
visitatori di sette siti, in odore di integralismo, facendo immaginare
altrettante indagini e processi penali contro i visitatori.
Contemporaneamente - al di là di questo - si sta aprendo una nuova
solidarietà "anti Bin Laden" sulla rete. Sembra che i
visitatori stiano rastrellando il web, per poi colpire e ridurre al
silenzio tutti i siti che inneggiano al noto terrorista.
La
vicenda, però, non terminerà con facilità. Perché sicuramente ci
sarà un seguito. I musulmani costituiscono la religione con più
aderenti nel mondo e sicuramente avranno gli uomini, i capitali e i
mezzi, per sferrare il contrattacco. Questo "contrattacco" si
era avuto già tempo addietro, nella guerra sul web, che aveva visto
contrapposti i palestinesi e gli israeliani. E' però facile prevedere
una vittoria degli americani. Una potenza che da sola occupa ora più
del 70% delle risorse internet.
In
ogni caso, dopo "l'ubriacatura di battaglie", il Governo
Berlusconi e gli altri esecutivi occidentali molto probabilmente
dovranno pensare ad una regolamentazione equilibrata della rete, per
assicurare comunque a tutti il pacifico uso del web
(a.n.).
