5
Aprile 2002
GENOVA,
TOMBA DEI VERTICI INTERNAZIONALI
La
storia cambia la nostra mentalità. La disfatta degli USA in Vietnam ha
fatto nascere negli americani la paura per ogni intervento armato all’estero.
Paura prontamente fugata da un nuovo episodio, costituito dall’intervento
armato contro Saddam Hussein (Desert Storm), condotto vittoriosamente da
George Bush, padre dell’attuale presidente degli Stati Uniti d’America.
Gli episodi storici destinati a cambiare la mentalità del loro tempo
sono ancora numerosi. Il più classico è costituito dalle crociate dei
cristiani contro i musulmani, per liberare il Santo Sepolcro a
Gerusalemme. Gli uomini in armi uscirono dal loro microcosmo feudale.
Videro nuovi costumi. E questo travaso di civiltà provocò la rottura
progressiva del rigido sistema feudale. Da allora, gli storici usano
ripetere che "le crociate furono la tomba del feudalesimo".
Ora
sta accadendo lo stesso, per i vertici internazionali. Il vertice di
Genova, con gli scontri di piazza, con la morte di un manifestante, con
la stampa mobilitata, con il Parlamento all’opera su una commissione
di inchiesta e con la polizia nel mirino della magistratura genovese, ha
dato un durissimo colpo a quelle che erano le nostre normali
convinzioni. Ora i governi di tutto il globo stanno riflettendo su
questo episodio, alla ricerca di nuove soluzioni, per i futuri vertici.
E, con tutta probabilità, in futuro, si potrà dire che "il G8 a
Genova fu la tomba dei vertici aperti". Infatti, al di là di ogni
egoismo politico, in futuro nessun governo vorrà più esporre i
manifestanti e le forze dell’ordine agli scontri che si sono visti a
Genova. In pratica è facile prevedere che tutti valuteranno
attentamente il problema e faranno svolgere i vertici in località
inaccessibili. O, magari, come hanno proposto i Radicali, con vertici
telematici su Internet, aperti a tutti.
In
quest’ottica, il Governo Berlusconi, molto probabilmente, darà l’avvio
a questa nuova tendenza nei vertici internazionali e, successivamente,
sarà imitato anche dagli altri paesi. D'altra parte, quando si critica
il progetto dell’Esecutivo volto a spostare il vertice internazionale
della FAO, dall'Italia ad altra nazione, in realtà, si dimentica che
questo tipo di spostamento è già previsto dal nostro ordinamento
giuridico. Il quale, all'articolo 45 del Codice di Procedura Penale,
prevede appunto che il processo possa essere trasferito ad altra sede,
quando ricorrano gravi motivi di ordine pubblico. Ebbene, se il
legislatore ha previsto una norma così attenta e così prudente, per un
singolo processo, dove si discute dell'interesse di un solo individuo,
si può comprendere come sia logico da parte nostra prevedere lo stesso
tipo di prudenza, quando si prenda in considerazione addirittura un
consesso internazionale e l'incolumità di migliaia di persone, come
avverrà in occasione del vertice della FAO (a.n.).
(*)
Nota: l'articolo, scritto da Amedeo Nigra (www.studiolegalenigra.com),
è già stato pubblicato da Libero il 1° Settembre 2001 e viene qui
riproposto per la sua attualità.