16
Aprile 2002
G8,
ANCHE LA STAMPA PICCHIA SELVAGGIAMENTE
Fa
sorridere, amaramente, il modo con cui la stampa sta trattando il tema della
polizia e del G8. La curva delle opinioni sta oscillando, in fase discendente,
verso punte di discredito, sempre più basse, come una borsa sudamericana
impazzita. Persino il Corriere della Sera, qualche giorno fa, ci ha mostrato una
vignetta umoristica, dove veniva mostrato un dimostrante selvaggiamente
picchiato dalla polizia. Ora, su altri media, si arriva a mettere in bella
evidenza la foto del singolo poliziotto, invitando l'autorità alla punizione.
Al
contrario, desta qualche perplessità la nostra particolarissima sensibilità
giuridica. In un Paese che processa per mafia chi, come Andreotti, è accusato
di aver conferito con alcuni mafiosi, era logico aspettarsi qualche attenzione
per gli occupanti di una scuola, dove si trovavano mazze e pugnali e dove aveva
fatto la spola il camioncino con cui i dimostranti venivano riforniti di arnesi
contundenti. Invece, curiosamente, i poliziotti che hanno fatto irruzione in
quella scuola, per reprimere quei reati, sono stati presi di mira, mentre nulla
si sa sui procedimenti intentati contro gli illeciti ben più importanti.
Non
solo. In un Paese che garantisce costituzionalmente il diritto di riunione,
anche a due amici al bar, era logico attendersi qualche manifestazione di
biasimo, verso chi si era pubblicamente proposto di impedire la riunione di ben
otto capi di stato, regolarmente eletti e accreditati, attaccando così, non
tanto otto uomini, ma ben due miliardi di abitanti della terra, che quei
politici del G8 avevano eletto. Al contrario, non si è assistito a nulla di
tutto questo, perché gli unici a essere presi di mira sono stati proprio i
poliziotti. Ossia chi, in fondo, tutelava la democrazia di quei due miliardi di
persone, rappresentate appunto al tavolo del G8.
Ci
sono stati errori, ma è anche mancato equilibrio, non c'è dubbio. Come è
nostra tradizione, d'altra parte. Già nel 1969, il Colonnello Morena (ora
Generale), Comandante della Scuola Militare Alpina, era solito ripetere agli
allievi ufficiali: "Attenzione ragazzi, se uno solo di voi farà una cosa
negativa l'opinione pubblica dirà "Guardate gli Alpini come agiscono
male". Se invece uno solo di voi farà qualcosa di buono, la stampa dirà
"Guardate quel singolo alpino com'è bravo". Rassegnamoci, dunque. Noi
abbiamo una stampa, da sempre, draconiana e inflessibile - per principio - con
le forze dell'ordine. Purtroppo, questa è la nostra cultura.
Peccato,
perché questa tendenza ha un costo. Paolo Granzotto, dalla consueta rubrica
dedicata ai lettori de Il Giornale, recentemente ricordava il comportamento
tenuto dalla stampa inglese in occasione della guerra della Falkland, dove ci
furono morti, feriti, navi affondate e anche non pochi errori delle forze
armate. In quell'occasione, la stampa inglese fu solidale con l'esercito e la
marina e l'opposizione non si sognò neppure lontanamente di chiedere le
dimissioni del Governo o di criticare le forze armate.
Sarebbe
un esempio da considerare. Non a caso, l'Inghilterra ha una sinistra moderna,
moderata e amata dalla gente. Anche la stampa è autorevolissima e viene seguita
in tutto il mondo. In Inghilterra sono concentrate tutte le più grandi
operazioni di brokeraggio del globo, in quanto la patria di Shakespeare ha la
fama di essere una nazione affidabile. Una lezione per noi, per la nostra stampa
e per la nostra sinistra. La quale dovrebbe domandarsi: dopo la vicenda del G8,
abbiamo fatto un passo avanti per il recupero dell'area moderata di centro
oppure ci siamo ancora una volta confinati nelle nostre risicate percentuali
elettorali? Chissà! In fondo, dal punto di vista politico, il problema è tutto
qui. (a.n.)
(*)
Nota: l'articolo, scritto da Amedeo Nigra (www.studiolegalenigra.com),
è già stato pubblicato da Libero il 14 Agosto 2001 e viene qui riproposto per
la sua attualità.
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