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Novembre 2001
DIOGENE
E I NO GLOBAL
Il
popolo di Seattle è la massima espressione della globalizzazione.
Questa affermazione può sorprendere. Eppure è la rappresentazione
della pura realtà.
Anzitutto,
la globalizzazione esiste da sempre e non è una cosa di oggi. La Magna
Grecia, con le colonie disseminate dalla terra ellenica in tutto il
Mediterraneo (l'universo del VI secolo avanti Cristo) è un tipico
esempio di questo fenomeno. E, già allora, si manifestarono alcune
contestazioni. Il primo vero antiglobalizzatore fu Diogene, uno
straordinario personaggio, vissuto nell'antica Grecia nel IV secolo
avanti Cristo, ossia 2400 anni prima degli odierni contestatori. Diogene
era contro la modernità e sosteneva la piena autosufficienza dell'uomo,
così com'era e senza comodità. Egli rifiutava ogni oggetto e viveva in
una botte. Beveva in una ciotola di legno. Ma, un bel giorno, gettò via
anche quella, quando si accorse che avrebbe potuto bere semplicemente
unendo le mani.
Ed
eccoci ai giorni nostri. Il popolo di Seattle dice di essere contro il
mercato. Ma in realtà utilizza tutti gli strumenti tipici della
globalizzazione: Internet, i cellulari, le televisioni. La
manifestazione che si propone di fare a Genova consiste proprio in un
grande spot pubblicitario, per far arrivare a tutto il globo il proprio
messaggio di contestazione. Il popolo di Seattle ha un "leader
culturale". Si chiama Naomi Klein ed è un pubblicitario in piena
regola. Questo personaggio ha iniziato a contestare la pubblicità,
conquistando in poco tempo le simpatie del popolo di Seattle. Non gli è
andata poi tanto male. Ha pubblicato un libro intitolato "No
logo" ossia "contro la pubblicità" e, in questo momento,
Naomi Klein è uno dei pubblicitari più noti e, probabilmente, più
ricchi dell'universo.
Con
queste premesse, il popolo di Seattle è la dimostrazione della
"perfezione del mercato". Il quale ha una coscienza morale (la
"mano invisibile di Giove", direbbe Adam Smith) e non può
accettare che ci siano un miliardo di poveri totali, a rischio della
vita e, addirittura, due miliardi di persone che vivono senza la luce
elettrica. Ecco dunque che il mercato, per cambiare, autogenera una
protesta fortissima e virulenta.
Ognuno
agisce per le proprie aspirazioni. Ma diffonde inconsapevolmente un
disegno più grande. La farfalla che passa da un fiore all'altro non
pensa alla salvezza dell'universo. Eppure, realizza la catena della vita
globale. Porta il polline. Il fiore si diffonde. La natura cresce.
L'uomo se ne nutre. Eccetera, eccetera, eccetera. Così accade per tutte
le manifestazioni politiche e economiche. La industrializzazione ha
generato Marx. Marx è stato battuto dal capitalismo. Il quale a sua
volta ha generato i ragazzi di Seattle. Il capitalismo smetterà di
essere timido e si deciderà a svolgere il ruolo di leader del bene
comune. Nascerà la grande globalizzazione della solidarietà, già
preannunciata a Karol Woijtija. L'euro avrà successo e genererà la
moneta unica mondiale. Ebbene, quando questo accadrà, una buona parte
del merito sarà proprio dei ragazzi di Seattle (*).
