29
Gennaio 2002
I
D.S. OSCURATI DALLE LORO INDECISIONI
Quanto
vale economicamente lo spazio TV conquistato dal movimento
antiglobalizzazione, durante la manifestazione di Genova
"anti-G8"? Bene, è presto detto. Considerando anche solo 5
minuti al giorno per circa 10 giorni, nello spazio di maggior ascolto
(quello dei TG), più quello raccolto sui quotidiani e riviste, non
sarebbe sbagliato pensare che - solo in Italia - per avere una
pubblicità dello stesso tipo, rispetto a quella raccolta dagli
antiglobal, sarebbe occorso un investimento di almeno 100 miliardi.
Posto
il problema in questi termini, si comprende chi siano le vere parti lese
di questo straripamento pubblicitario antiglobal. Le quali vanno
annoverate in tutti quei partiti di sinistra che non si sono mai sognati
di avere neppure "un millesimo" di una visibilità del valore
di 100 miliardi. Uno di questi è sicuramente il partito dei D.S., che
in base ai sondaggi recentemente pubblicati, subiscono la perdita di una
buona parte dei propri voti. Dal punto di vista della comunicazione, i
veri danneggiati sono loro, i D. S., vere e proprie vittime delle loro
costanti indecisioni e oscillazioni "antiamericane". Fanno
opposizione e sono contro il Governo. Eppure non erano in piazza contro
il G8. Ma - d'altra parte - non hanno neppure difeso il vertice e si
sono addirittura schierati contro la polizia. E così, hanno
evidentemente perso dai due lati: a destra, verso i moderati e, a
sinistra, verso i più classici socialisti.
In
quest’ottica, si inserisce la manifestazione di solidarietà
all'America, decisa da Silvio Berlusconi, per il prossimo 10 Novembre.
Una iniziativa che metterà in grave difficoltà la sinistra,
complicando ulteriormente il disagio già raccolto in occasione della
manifestazione antiglobal di Genova.
La
propria vocazione "antiamericana", da un lato, dice alla
sinistra di non aderire alla manifestazione di Berlusconi, evidentemente
"borghese", e per lei inaccettabile, e le suggerisce invece di
inseguire la tendenza "tardosessantottina" dei pacifisti e
degli antiglobal. Ma, dall’altro lato, la stessa sinistra si rende
conto di non poter non aderire ad una presa di posizione contro il
terrorismo, che è così universale, da veder coalizzati tutti gli
stati, dal Pakistan, alla Russia, alla Cina, all’Arabia. Una
manifestazione che – per di più – verrà trasmessa ampiamente dalla
C.N.N. e dalle televisioni di tutto il mondo, provocando un pressoché
totale oscuramento degli assenti, con in testa i D.S.
Ecco,
dunque, la sinistra in un vero e proprio vicolo cieco, dal quale si può
uscire solo attraverso la via culturale. In pratica, fino a quando la
stessa sinistra non avrà rivisto totalmente le sue radici filosofiche
marxiste, individuando una vera linea di pensiero, nuova e coerente,
difficilmente potrà sottrarsi ai propri dilemmi e alle proprie
indecisioni (a.n.).
