7
Febbraio 2002
COSA
SIGNIFICA OGGI NANNI MORETTI
"Varo,
Varo, rendimi le mie legioni", sospirava l'Imperatore Augusto,
aggirandosi disperato, negli stupendi palazzi di Roma antica, dopo che
il suo generale, Varo appunto, aveva letteralmente perduto l'esercito
della Gallia, completamente annientato dai Germani, nella famosa foresta
di Teutoburgo. Così, altrettanto disperato, parla Nanni Moretti. E il
suo lamento - "dite qualcosa di sinistra" - verrà ricordato
per sempre anche dagli storici. Le sue, peraltro, sono parole al vento e
inascoltate. Perché la "sinistra di Moretti", come le legioni
di Varo, ormai, non esiste e non esisterà, mai più.
"Tutto
passa", dicevano gli antichi. La cultura di sinistra ha avuto un
periodo eroico, con la rivoluzione di ottobre. In Italia abbiamo avuto
la nascita dei movimenti operai, nei primi del Novecento. Periodi
gloriosi, ben immortalati dalla nota opera di Pellizza da Volpedo. La
sinistra, con il comunismo, è poi dilagata in Unione Sovietica, in
Cina, in mezza Europa, a Cuba ed in tanti stati africani. Con l'epopea
del "'68", la sinistra è stata sul punto di prendere anche
l'Italia.
Purtroppo,
in pochi anni, a cavallo del '90, è cambiato tutto. Caduto il muro di
Berlino, ora praticamente non ci sono più paesi comunisti. Il
capitalismo sembra aver spazzato via tutto. E la sinistra non sa cosa
fare. La svolta di Occhetto e di D'Alema forse non piace. Eppure ha
portato la sinistra al governo, dominando in lungo e in largo tutto il
Paese. Ma - purtroppo - è il capitalismo che ha cambiato la sinistra. E
non il contrario, come probabilmente sogna Moretti.
La
cultura di sinistra non sa darsi pace. Era rivoluzionaria, ma ora si
accorge di non esserlo più. Era contro il capitalismo, ma ora
percepisce di farne parte, giungendo persino a votare con Berlusconi
contro i proletari afgani e a fianco degli USA. Nonostante tutto questo,
il cuore rimane al periodo glorioso. Così Nanni Moretti. Il quale pensa
a Lenin, Stalin, Togliatti, Capanna, Mao, Marx, Marcuse. Veri idoli,
quando Moretti era sui banchi di scuola. Poi, l'attore-regista, guarda i
dirigenti dei DS ed esplode: "con voi non ce la faremo mai".
Applauditissimo.
La
sua fama, il suo successo e il suo impegno politico ricordano uomini
importanti. Come Giuseppe Verdi. Le cui opere e i cui interventi avevano
però uno scopo preciso e determinato. Viva "Verdi"
significava "Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia". La sua
arte era in fondo anche filosofia. Ma oggi, venendo a Nanni Moretti, una
domanda nasce spontanea. Eccola: cosa vuol dire oggi "Viva
Moretti"? Vuol dire ritornare alla "Rivoluzione d’Ottobre"
o "al 68" oppure al moderatismo di Blair? Purtroppo,
pensandoci bene, si vede che non c’è risposta a questo interrogativo.
C’è l’autore. Ma l’"opera politica di Nanni Moretti"
ancora non c’è. In questo, perfettamente simile ai destinatari dei
suoi strali (a.n.).
