4 Giugno 2004
Elezioni europee
BERLUSCONI SI,
BERLUSCONI NO: UNA QUESTIONE DI METODO
di Amedeo
Nigra
La sinistra, sarà in grado di proporre un contratto con gli italiani,
così come ha fatto Silvio Berlusconi? Ma, al di là di questo, saprà
promettere, negli stessi termini, gli stessi obiettivi promessi dal
Cavaliere, ossia più posti di lavoro, meno tasse e più efficienza
amministrativa?
Ebbene, la risposta a questi interrogativi è quasi certamente negativa.
La sinistra non ce la farà mai ad imitare il Cavaliere, né nel metodo,
né nei contenuti, per il semplice fatto che non lo desidera ovvero, più
esattamente, non mostra alcun desiderio o attrazione, in questa
direzione. Culturalmente parlando, infatti, per la sinistra,
l'efficienza e il benessere non sono un vero obiettivo. Anzi. Queste due
entità (benessere e efficienza, appunto), sarebbero, in un certo senso,
una "cosa capitalistica", destinata ad aumentare le differenze tra le
classi: un simile obiettivo, dunque, difficilmente verrebbe e verrà
perseguito dalle formazioni mancine, anche perché per sua natura una
scelta di questo tipo, porterebbe scompiglio, nelle varie formazioni di
sinistra, rendendo ancor più difficile la loro coesione.
Pertanto, le recenti discussioni politiche mettono in luce un punto di
forza di Silvio Berlusconi, rispetto a tutte le altre formazioni
politiche: il metodo del programma e la chiarezza degli obiettivi, temi
portati su un terreno dove il Cavaliere non vanta rivali. In pratica, al
di là degli aspetti essenzialmente "comunicativi" (come la scrivania e
la lavagna, presentate a Porta a Porta, ad esempio), il contratto con
gli italiani è soprattutto una svolta, attraverso la quale la politica
italiana esce dal tunnel dell'incertezza e della fumosità, per entrare
in quello della chiarezza e del coinvolgimento degli italiani, nella
gestione delle scelte. Ma qui, Silvio Berlusconi, come si suol dire, fa
il vuoto, perché nessuna altra formazione propone qualcosa di simile:
"la non imitazione" di Silvio Berlusconi, da parte di Prodi, D'Alema,
Fassino e Rutelli, sono eloquenti più di ogni altra argomentazione
filosofica.
(www.studiolegalenigra.com)

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