11
Giugno 2001
CON
IL GOVERNO BERLUSCONI, FINALMENTE PUO' INIZIARE LA QUARTA VIA
La
"terza via" e, cioè, la cosiddetta "nuova teoria"
economica della sinistra, non presenta in realtà nessuna novità. E lo
possiamo dire a chiare lettere proprio noi italiani. Perché il Belpaese
è la realizzazione esatta di questa famosa "terza via". Metà
marxismo e metà capitalismo. Metà liberismo e metà statalismo. Metà
benessere e metà povertà. E così, proprio a causa di tutte queste
"metà", il nostro Paese ha raggiunto il sesto posto nelle
economie mondiali, ricadendo poi al settimo, per non essere riuscito a
tenere il passo con gli altri. Dunque, noi siamo ottimi testimoni delle
difficoltà e dei limiti di questa "terza via".
I
fatti parlano chiaro e sconfessano con i toni trionfalistici spesso
usati dalla da tanti intellettuali. "La coalizione dell'Ulivo ha
governato bene", sostengono da tempo molti commentatori. Ma, forse,
i terremotati dell’Umbria, che escono ora dal quarto inverno nei
container, non la pensano così. E non hanno torto. Infatti, il problema
è che questo ibrido politico italiano, questo "mix", tra
marxismo e liberismo, si blocca in continuazione. Perché, in realtà,
ha bisogno di un manuale di manutenzione, che lo aiuti a funzionare. E,
soprattutto, che lo aiuti a realizzare tutto il lavoro
"arretrato", che la "terza via" non ha mai saputo
attuare in concreto. Per esempio, far fruttare due milioni di miliardi
di patrimonio immobiliare pubblico che non rendono nulla. Agire affinché
i pubblici dipendenti (più di un milione di persone) lavorino al
meglio, dando soddisfazione a se stessi e agli italiani. Far nascere
nuove imprese e nuovi posti di lavoro. Valorizzare economicamente il
nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico. E, per
l’appunto, assistere le persone colpite da inondazioni o terremoti,
come accaduto recentemente in Umbria e Piemonte.
Probabilmente,
i commentatori economici hanno dimenticato una circostanza culturale
molto importante, consistente nel fatto che la sinistra ha costantemente
sostenuto (per quasi un secolo) che l’efficienza era il
"male". Ma si è trattato di un errore evidente. Infatti, chi
ha sostenuto questa tesi, ha anche dimenticato che, senza
"l’elemento-efficienza" e, cioè, senza la capacità
applicativa, nessuno avrebbe potuto attuare né la "terza
via", né la solidarietà, né altre attività operative a favore
della collettività.
E
così, la pillola contro la povertà non è affatto la "terza
via". Ma è proprio l’efficienza ossia una metodologia che
consenta alle economie (e soprattutto a quelle stataliste o
semi-stataliste, come la nostra) di raggiungere il benessere e la
solidarietà. In una parola occorreva (e occorre) un percorso inverso a
quello finora seguito e, cioè, aumentare anziché combattere
l’efficienza. Probabilmente, il successo della formazione guidata da
Silvio Berlusconi alle ultime elezioni, è tutto racchiuso in questo
"piccolo" principio ossia nella capacità di assicurare più
efficienza. Una differenza che caratterizza radicalmente un nuovo metodo
politico ossia quella "quarta via", tipica della "Regola
Berlusconi", di cui abbiamo spesso trattato, proprio da queste
pagine (per un approfondimento: www.uovo-di-berlusconi.com/main.htm).
Una innovazione politica, che finalmente potrà iniziare, per l'appunto,
con il Governo Berlusconi, nato proprio in questi giorni (a.n.).
