L'UOVO DI BERLUSCONI

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COFFERATI MARCIA A DESTRA . BERLUSCONI A SINISTRA

di Amedeo Nigra

Non ha torto Sergio Cofferati, quando dice che il sindacato dovrà fare una lotta dura, per impedire la riforma delle pensioni. Questa lotta, infatti, è la vocazione classica della sinistra marxista. Ma i tempi trasformano le cose e impongono dei cambiamenti a tutti. Soprattutto, a chi milita a sinistra, come Cofferati. Perché, come ripeteva più volte Lenin, "nella nostra generosa marcia a sinistra, bisogna stare attenti di non trovarsi improvvisamente a destra" (V. Lenin, "La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky"). Ancor più deciso è l'invito al rinnovamento, sollevato da Gramsci. "Come è possibile", scriveva appunto Gramsci, "pensare il presente e un ben determinato presente con un pensiero elaborato per i problemi del passato spesso ben remoto e sorpassato? Se ciò avviene, significa che si è "anacronistici" nel proprio tempo, che si è dei fossili e non esseri modernamente viventi" (Gramsci, "La formazione dell'uomo").

In pratica, se fino a ieri essere a sinistra significava principalmente (e tra l'altro) puntare ad una più ampia redistribuzione della ricchezza, come "variabile indipendente" e, quindi, staccata da ogni altro elemento di bilancio, ora non è più così. In questo momento, diversamente dal passato, si fa sempre più chiara nelle masse, la necessità di aumentare la distribuzione della ricchezza al popolo, attraverso una migliore gestione dello Stato e delle risorse, e, quindi, anche attraverso una diversa gestione del rapporto pensionistico, per liberare risorse e per abbassare le tasse, ottenendo vantaggi generalizzati.

In quest'ottica, proseguire nella teoria della "immodificabilità" delle pensioni, voluta dalla CGIL, ignorando le nuove tendenze, significherebbe per il sindacato "marciare a destra", facendosi scavalcare da Berlusconi. Il quale, con il suo "liberismo sociale di mercato" e con la promessa di una maggiore distribuzione di ricchezza a tutti gli italiani, ottenuta tramite lo sviluppo dell'economia e attraverso un nuovo miracolo economico, marcia a sinistra, compiendo una operazione politico-culturale senza precedenti, consistente nel "prestare alla collettività" la sua esperienza di imprenditore e - in pratica - mettendo in un certo senso il liberismo al servizio del socialismo.

Berlusconi, in una parola, insieme ad altri politici, come ad esempio Tony Blair, sta introducendo una nuova tendenza politica, finora sconosciuta, passando in un certo senso da quello che potremmo chiamare "il socialismo delle baionette", tipico della Rivoluzione D'Ottobre, a una secondo socialismo "di fatto", che potremmo chiamare "socialismo contrattuale". Certo, per i marxisti, questa idea di "Berlusconi operaio a sinistra" sembra una grande eresia. Ma non lo è per la storia, che non finisce mai di stupirci e di proporci situazioni che mai avremmo saputo immaginare.

In pratica, se la sinistra vorrà recuperare, molto probabilmente non dovrà più osservare gli eventi con gli occhi dell'800, ma dovrà cambiare, adattandosi ai tempi. E così, guardando ai fatti con la mentalità di oggi, molto probabilmente potremo dire che gli uomini, come D'Alema, Violante e Fassino, che ora sembrano "più al centro", in realtà sono i politici più a sinistra, tra i D. S. E sono addirittura più a sinistra di Bertinotti e degli antiglobal.

Rosa Luxemburg diceva: "Dal punto di vista del socialismo scientifico la necessità storica della rivoluzione socialista si estrinseca anzitutto nella crescente anarchia del sistema capitalistico e nel conseguente vicolo cieco in cui questo si trova spinto. Qualora però con Bernstein si ammetta che lo sviluppo capitalistico non procede verso la propria fine, il socialismo cessa di essere obiettivamente necessario" (Luxemburg, "Scritti scelti"). Dunque, di fronte ad un capitalismo che non va verso la propria fine (come sta accadendo ora), il socialismo di un tempo forse non è più necessario e va cambiato. Con cosa? Ecco, probabilmente, questo è il vero punto su cui la sinistra dovrà concentrarsi, per non trovarsi a "marciare a destra".


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