L'UOVO DI BERLUSCONI
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diretto da Amedeo Nigra
LE NOVITA'
28 Marzo 2003
Politica estera italiana in ascesa
BERLUSCONI TRA DUE FUOCHI
di Amedeo Nigra
Il mondo tra due fuochi. La Francia e la Germania, anzitutto, divise tra interessi nazionali e fedeltà dell’occidente. L’Unione delle Nazioni, combattuta tra vantaggi particolari e stabilità mondiale. La sinistra del pianeta e la nostra, con in testa D’Alema, divisa tra antiamericanismo e riscatto dalla propria cultura post-comunista.
In questa dialettica degli opposti, con tutta probabilità, Silvio Berlusconi è il leader che, meglio di altri è riuscito a combinare tra loro due diverse spinte contrapposte, costituite dal desiderio della pace, da un lato, e - dall'altro lato - dalla necessità di essere solidali con gli alleati. Berlusconi, è stato vicino agli U.S.A., ma non ha perso di vista l'Europa, consolidando le amicizie continentali.
Quella che molti media hanno definito come "indecisione berlusconiana", in realtà, è stata la gestione geniale di una questione che, già in partenza, appariva irrisolvibile, per via delle posizioni contrastanti assunte dai partner. In futuro, i frutti non mancheranno. Il nostro Paese avrà sempre buoni rapporti con tutti gli stati - come è suo costume - ma, nel contempo, aumenterà il suo prestigio e la sua affidabilità, come alleato e, per così dire, come compositore di controversie e come creatore di relazioni economiche.
Non era e non è, facile. Così come non è facile resistere all'attrazione e al richiamo delle piazze e alla tentazione di dire al mondo, ciò che il mondo vorrebbe sentirsi dire. A questa tentazione, non sa resistere D’Alema, il cui occidentalismo sembra in forte dubbio in questi giorni. Chirac - d'altra parte - sembra aver sposato i sogni antiamericani del pianeta e, proprio per questo, ha ricevuto il plauso anche dal mondo islamico. Ma, al richiamo delle piazze, sa resistere Silvio Berlusconi, dimostrando la sua propensione al successo futuro, più che al plauso presente.
L’Italia non vedeva una politica internazionale di così alto livello, dai tempi del Regno del Piemonte. Il quale divenne la più longeva monarchia europea e sopravvisse, pur essendo un piccolo stato, proprio per merito della politica “dell’altalena”, ossia dell’alleanza alternata, tra le grandi potenze, ossia capacità di mediare, vero cuore della politica.
La filosofia che se ne può trarre è semplice. Il mondo è fatto e sarà sempre fatto da "opposti". Pensare di cambiarlo è impossibile. Meglio convivere. Meglio la politica della mediazione, come metodo e come principio. In fondo, anche i parlamenti di tutto il mondo, con i seggi divisi tra forze contrapposte, sono proprio questo: la composizione degli opposti. L'abilità, non comune, di Silvio Berlusconi, come di tanti noti capi di stato del passato, è consistita e consiste, appunto, nel realizzare di fatto, con relazioni personali, quella combinazione degli opposti che spesso è formalizzata nelle istituzioni, ma che frequentemente non esiste nei grandi rapporti internazionali: qui la composizione delle “situazioni non codificate” richiede sempre il talento individuale.
D'altra parte, la contrapposizione è nella vita di tutti i giorni. Anche e soprattutto nelle comunicazioni. In un certo senso, il pubblico mondiale è tra due fuochi, diviso tra pacifisti e americanisti. E qui, si apre un grande interrogativo e un notevole problema di carattere sociologico, ma anche di carattere pratico e operativo. Come mai il consenso e le simpatie mondiali non vanno agli U.S.A. ossia a coloro che hanno un "curriculum storico”, superiore a ogni altra nazione e a ogni altro sistema? Come mai, il maggior consenso mondiale va invece a quelle nazioni e a quelle "idee" e a quei sistemi che hanno ottenuto meno, alla prova dei fatti? Come mai nelle recenti cronache si è parlato di quindici stati filoamericani, che addirittura non hanno voluto rivelare la loro identità, come se quella posizione fosse un delitto? Ebbene, questo è un problema irrisolto, che in futuro andrà certamente affrontato. Perché non c'è dubbio che, ora e nei prossimi anni, il governo del mondo e i problemi mediatici, saranno due aspetti sempre di più indissolubili.
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