18 Marzo 2003
ANTIAMERICANISMO PLACEBO GLOBALE
Come si vedono, dal Cile, i
problemi mondiali? Ne ha parlato Patricio Alwin Azocar, (l'ottantenne
ex-presidente cileno, che traghettò il paese sudamericano dalla
dittatura militare di Pinochet alla attuale democrazia), in una recente
serata conviviale, tenutasi a Milano, presso la sede della Banca Intesa,
organizzata dal Professor Angelo Caloia. Erano presenti nomi notissimi
della cultura e della imprenditoria, da Carlo De Benedetti a Ferruccio
De Bortoli, da Giorgio Rumi a Giovanni Bazzoli, Pietro Shlesinger,
Giuseppe Levi, Antonio Paolillo e tantissimi altri.
Ungaretti ci spiegò poeticamente, l'alba, con le note parole "mi
illumino d'immenso". Usando la stessa sinteticità, potremmo riassumere
l'intervento di Patricio Alwin, con le parole: "fermiamo gli americani".
U.S.A. nel mirino su tutto: per l'ozono, la globalizzazione, la
giustizia, la fame nel mondo. E poi, l’invocazione all’Europa di Aznar e
Berlusconi a “bilanciare lo strapotere americano”. Certo, le parole
erano soavi. Come i sorrisi. Ma, la morale dell'intervento era, appunto,
la nota antiamericana.
Giungono poi le domande. Pensando alle quali, avrei scommesso in una,
almeno discreta, adesione dei presenti e allo spirito antiamericano di
Patricio Alwin. Ma mi sbagliavo. E con mia grande sorpresa il primo a
prendere la parola fu Carlo De Benedetti. Il quale - seduto alla mia
destra - si alzò e domandò, all'incirca: "Ma il Cile, non si sta
salvando per merito della sua ottima informatizzazione e per
l'altrettanto ottima modifica del sistema pensionistico, ormai
privatizzato?". Tra larghi cenni di apprezzamento dei presenti, per
questa domanda e per la conoscenza dei problemi (Giancarlo Pagliarini,
addirittura, si alza e, ricorda che già nel 1994, aveva indicato il Cile
come riforma da imitare), Patricio Alwin non esita e conferma: "Sì la
riforma vi fu". "Ma" - aggiunge - "fu fatta, perché vi furono i militari
al potere".
L'ultimo intervento è di Giovanni Bazzoli. Il quale chiede: "Ma,
Presidente, voi criticate gli americani, ma poi correte a imitarli: come
spiega questa situazione?" Patricio Alwin non si da' per vinto e spiega:
"Certo imitiamo gli americani ma, molti, li vedono come il male
assoluto".
Qui si chiude tutto. E viene spontaneo domandarsi: e se improvvisamente
gli USA scomparissero, con le loro multinazionali, eccetera, si
sistemerebbero veramente i vari dissesti sparsi nel mondo? Oppure
l’antiamericanismo è semplicemente il “placebo globale”, di tutti i
mali? Chissà. Forse, non sarebbe male tentare di rispondere a questa
domanda.
(www.studiolegalenigra.com)
